Shakespeare in chat

Questo lavoro è ispirato da “The age of earthquakes a guide to the extreme present” di Shumon Basar, Douglas Coupland e Hans Ulrich Obrist, libro che racconta il presente come momento di realizzazione di sogni tecnologici che fino a qualche anno fa sembravano impossibili. Parla dei cambiamenti positivi che abbiamo più o meno vissuto tutti, ma con lucidità insinua la consapevolezza che è un momento da cui non si può sfuggire, è impossibile tornare indietro alle abitudini pre-tecnologiche.
“Shakespeare in chat” è il presente che prende i capolavori del passato e li condensa in quegli aforismi che raccolgono i “mi piace” sui social network, è la sostituzione dell’espressività umana con le emoticon di una chat. È il bisogno di raccontare che si trasforma con l’evoluzione degli strumenti di narrazione.

This work is inspired by “The age of earthquakes a guide to the extreme present” by Shumon Basar, Douglas Coupland and Hans Ulrich Obrist, the book that explains the present as a moment of realization of technological dreams that until a few years ago seemed impossible. Talks about the positive changes that we lived, but lucidly insinuates the knowledge that it is a time you can not escape from, you can not turn back to the pre-technological habits.
“Shakespeare in chat” is the present that takes the masterpieces of the past and condenses them in those aphorisms that collect “likes” on social networks, is the replacement of human expression with emoticons in a chat. Is the need of telling that transforms with the evolution of storytelling tools.