Le carte dei desideri

Il lavoro si compone di due parti: i pannelli 60×60 cm che verranno appesi al muro per dare la possibilità di vedere nel dettaglio le figure dei 4 semi e i collage su mdf 35×50 cm che verranno usati nelle due sale come opere interattive, infatti ogni spettatore è invitato a usare queste carte surreali per costruire castelli o giocarci.
Per costruire le mie “Carte dei desideri” ho recuperato dalla memoria un mazzo di carte lombarde, che mi evocano ricordi di giochi e di sfide.
Sono da sempre affascinata dalle figure di queste di carte, così le ho ridisegnate e le ho rese mie, ho eliminato gli oggetti che le connotavano, gli scettri, le alabarde e i falconi e li ho sostituiti con gli oggetti del nostro tempo, cercando un legame di significato con ogni seme.
I cuori, legati al mondo delle emozioni, li rifletto nella moda e negli accessori di lusso, mezzo per raggiungere i propri obiettivi oppure il fine del desiderio stesso.
I quadri li rappresento con le varie tipologie di bancomat e di carte di credito, un denaro che non si tocca e non si vede, un’astrazione di potere di realizzazione.
I fiori che fanno riferimento alla parte spirituale e conoscitiva, per me diventano gli smartphone, strumenti per ampliare la rete di conoscenze umana o di nozioni.
Le picche, infine, da sempre legate a temi negativi e violenti, si sublimano nella competizione dei videogiochi.
Le dimensioni decisamente aumentate di ognuna di queste carte tolgono qualunque pretesa di realismo.